~*~ Provenza – Villecroze la Grotta Fortezza con Cascata ~*~

Sappiamo che gli insediamenti rupestri con il passare dei secoli cambiarono uso a secondo delle esigenze. Alcuni nacquero a scopo funerario, altri abitativo, altri come luoghi di culto ma spesso finirono con l´essere adoperati per l´insieme di questi scopi. In Provenza a Villecroze, uno splendido paesetto dal clima non rigido, vi e´un sito paleolitico che venne addirittura fortificato per poter essere, fino a poche centinaia di anni fa, impiegato come rifugio dai disordini dovuti alle rivolte religiose che li si concentrarono per lungo periodo.

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Avvicinandosi al parco sembra di incedere in un Eden in miniatura. L´estensione non e´immensa e vedere in un sol colpo d´occhio la cascata, il maniero incassato nel tufo e le piante intorno, dal muschio alle palme esotiche e´corroborante.

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Si nota sulla sinistra della cascata (alta 40 metri) la doppia finestra in quanto le grotte furono rese non solo abitabili ma comfortevoli, la famiglia aristocratica di Nicolas di Albertas ebbe questa idea anche se risulta che non vi alloggio´mai in quanto non ebbe bisogno di arroccarsi. Prima di essere in suo possesso la location appartenne all´ordine dei Benedettini che invece non vi apportarono mai modifiche.

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L´interno, che si visita solo con la bella stagione, e´ stato rimaneggiato per creare delle possibili vie di fuga e scappatoie ma sempre in modo da non ferire l´originale cavita´naturale. La sala “della colonna” ad esempio e´intatta. Pare comunque che il nome del villaggio significhi “Villa Cristiana” e che l´abbia battezzata cosi´un legionario romano a cui furono affidate le terre circostanti.

 

 

~*~ Svizzera – Berna e l´Orologio Astronomico ~*~

Berna nel cuore della Svizzera possiede bellissime fontane rinascimentali, come gia´ accennato l´elemento acqua trova in Svizzera sbocco in laghi, fiumi, cascate nel contesto naturale e nelle citta´ in splendide strutture quali, appunto, fontane e passerelle.

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Altro punto di interesse del turismo classico e´ la casa dove alloggio´ A.Einstein, qui approfondi´ molte delle sue ricerche e si confronto´con intellettuali di spicco.

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Pero´ tutti di Berna ricorderanno Zytglogge, ovvero la Torre dell´orologio astronomico. A pochi passi dallo slargo con negozi e sottopassaggi che rendono caratteristico il cammino per la piazza si eleva la struttura con il tetto a guglie. Fiabesca. La Torre era incastonata alle mura cittadine del 1200 poi a causa di un incendio fu ricostruita e l´orologio del Brunner installato nel 1530 circa. E´ un´allegoria meccanicata di notevole valore esoterico culturale. Le fasi Lunari sono splendidamente in evidenza e lo Zodiaco vistoso e dorato in rilievo. Ma le figure in movimento che, 4 minuti prima dello scoccare delle ore, raccontano lo scorrere del tempo sono un concentrato di archetipi.

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Le statue simbolicamente rilevanti sono: Crono che gira la clessidra, un giullare, (che par il Matto dei Tarocchi), e l´orso che indossa una corona. Ricordiamo che Crono e´ mitologicamente custode del tempo, evira suo padre Urano ma viene poi a sua volta spodestato da suo figlio Zeus. Il mito risuona come un ritornello sulla ciclicita´ del tempo, l´eterno ritorno di ogni cosa e, volendo forzare un po´, che colpe e glorie dei padri rimbalzano sui figli. Il Matto dei Tarocchi e´ rappresentante di liberta´ e follia intesa come consapevolezza delle incongruenze della vita, che percio´ va assaporata attimo per attimo poiche´ solo il presente ci appartiene. Putacaso e´ questa statuina che rintocca le ore giocosamente.

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L´orso, oltre ai vari significati folkloristici e´ baluardo di Berna. Si narra che il fondatore della citta´ diede il nome alla questa scegliendo il primo animale che abbatte´a caccia. BÄR significherebbe orso.

SICILIA-REALMONTE LA CHIESA DI SALGEMMA

La zona di Agrigento e Trapani e´ la piu´ ricca di saline e miniere di salgemma. A quindici chilometri dalla Valle dei templi l´ITALKALI, societa´che gestisce importanti miniere della regione , amminista anche quella che possiede LA CHIESA DI SALE.

Questa incredibile struttura non e´facilmente visitabile, ci vogliono permessi da concordare con grande anticipo.Ogni anno,il 4 Dicembre, giorno di SANTA BARBARA viene celebrata una funzione a cui partecipano le autorita´. Ha 800 posti ed e´30 metri sotto il livello del mare, Ha immagini sacre scavate e scolpite nelle pareti, l´altare, un unico massiccio blocco di sale mostra in bassorilievo l´agnello, ma anche la statua di Santa Barbara e la Sacra Famiglia dietro di esso son mirabili.

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Il Sale fu da sempre considerato prezioso, si pensi che il termine Salario deriva dalla paga in sale data ai legionari romani, sotto sale si conservava il cibo e il sale e´ indispensabile nelle giuste dosi all´esatto funzionamento del nostro organismo. Il sale scaramanticamente viene usato per debellare il male, si getta dietro le spalle per abolire le negativita´ e si sparge negli angoli della casa come insetticida. Nel “Cenacolo” di Leonardo da Vinci tra le braccia di Giuda c´e´ proprio una scodella di sale rovesciata.La sua proprieta´ di scomparire in acqua per riapparire lo fece da sempre considerare magico, seppur raramente e sempre piu´ in disuso alcune persone tolgono il malocchio usando olio e sale.La moglie di LOT nella bibbia fu tramutata in statua di sale quando dovendo lasciare con il marito Sodoma si volto´ indietro.

 

Sicilia-Milazzo- La piscina di Venere, il fantasma del castello, la chiesa di Sant Antonio nella grotta

Milazzo diviene ormai tropppo spesso sinonimo d´ inquinamento. L´aria infatti e´ contaminata dalle raffinerie; un peccato non solo per gli abitanti che sono a rischio di malattie ma anche per l´ambiente, luogo in realta´ ameno e ricco di storia. Chi visita Milazzo avra´ modo di ammirare il centro storico e il famoso maniero Poi potrebbe concludere la visita a Capo Milazzo, quartiere che offre un vasto panorama sulle isole Eolie. Da questo punto un percorso a gradoni, oltrepassato un campo di ulivi, conduce a mare, alla piscina di Venere.

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Il laghetto di Venere in realta´ e´ una scogliera naturale che con l´alta marea viene inondata e riempita, e´ deliziosa per la flora e la fauna che la popolano.

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Sempre al Capo una chiesina dall´ingresso non appariscente e´ dedicata a Sant´Antonio Da Padova, e´ scavata in una grotticella e si narra che qui costui si rifugio´ dopo un temporale che gli impedi di proseguire il viaggio nel 1221.

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Certo quello che colpisce maggiormente e´ il castello sulla rocca, ben conservato e imperante.

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Massiccio ed esteso fu teatro di una vicenda tetra: Si narra che una ragazza destinata a prendere i voti si innamorò di un soldato. Scoperta insieme al ragazzo venne costretta a rinchiudersi nel convento in clausura. Ma la ragazza riuscì a incontrarsi con l´amato. Venne scoperta e la punizione fu definitiva e brutale: venne murata viva all’interno del Monastero. Ancora oggi si dice che il suo spirito vaghi. Effettivamente fu ritrovato un cadavere nel 1928 da alcuni detenuti, allora il Castello fungeva da carcere. Si trattava del corpo di un soldato irlandese che aveva disertato nei primi dell’Ottocento dalla guarnigione inglese che occupava il Castello. Andrei Leonard

Calabria-Locri Epizefiri e i culti di Afrodite, Demetra, Persefone e dei Dioscuri

La Magna Grecia, in Calabria, comprende piu´paesi e territori che colonizzati dall´antico popolo ne hanno ancora resti, siti archeologici, forme dialettali.

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Locri e´ senza dubbio l´area piu´ vasta e meglio conservata. La citta´ grazie ai perimetri e muri ha ben distinguibili le zone sacre, le terme, il teatro, lo spazio abitativo e le necropoli.

Passeggiare per i tracciati costeggiati da agrumeti e qualche albero secolare e´ non solo suggestivo ma evocativo;  si immaginano personaggi nelle loro lunghe toghe leggere dirigersi nei luoghi pubblici o inoltrarsi nelle aree di culto, ad esempio al tempio di Afrodite il cui ingresso era rivolto al mare.

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Secondo la leggenda, i 15.000 uomini dell’alleanza locrese-reggina vinsero su 130.000 crotoniati, zeus avrebbe sorvolato la battaglia sotto forma di aquila e i suoi figli, i dioscuri ,sarebbero apparsi a cavallo a fianco dei Locresi.

A Reggio e Locri Epizefiri inizio´ ad essere praticato il culto dei Dioscuri.

Locri Epizefiri si alleò con Pirro, re dell’Epiro, nella guerra tra romani e sanniti ma dopo poco i locresi passarono dalla parte dei Romani e Pirro devastò e saccheggiò il tempio di persefone

Nella seconda guerra punica Locri si schierò con Annibale e fu conquistata dai Romani, in seguito la città declinò e fu abbandonata.

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Il teatro greco è stato scavato tagliando i gradini nell’arenaria. Dalla cavea si godeva il  panorama sulla baia

PERSEFONE

Persefone è la figlia di Zeus e di Demetra. Di lei si innamorò Ade che, in assenza di Demetra, la rapì nei pressi del lago di Pergo mentre stava raccogliendo fiori e la portò nell’Averno.

Demetra, in preda alla disperazione, la cercò ovunque finché, con la complicità di Elios, riuscì a scoprire il nome del colpevole.

Adirata si rivolse allora a Zeus per riavere la figlia ma, poiché Persefone, mangiando alcuni chicchi di melograno, aveva rotto il digiuno che le avrebbe permesso il ritorno sulla terra, la sua richiesta non fu esaudita.

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Demetra, dea del raccolto, minacciò allora di rendere infruttuosa la terra, e Zeus, preoccupato per quanto stava accadendo, fece si che si raggiungesse un compromesso, e cioè che Persefone rimanesse per sei mesi (coincidenti con autunno ed inverno) con Ade e per sei mesi (primavera ed estate) con la madre.

Dal momento del suo rapimento Persefone divenne la dea degli inferi, chiamata dai greci anche con il nome di Core (da cui il nome delle feste a lei dedicate le cosiddette Coreie).
I romani la identificarono con Proserpina.

I DIOSCURI

I Dioscuri sono i gemelli Castore e Polluce, figli di Zeus e di Leda e fratelli di Elena e di Clitennestra. Leda, che era moglie di Tindaro, re di Sparta, nella stessa notte si unì al marito ed a Zeus: nacquero così due coppie di gemelli, Polluce ed Elena,  Castore e Clitennestra.

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Sicilia- AciCatena- SANTA VENERA AL POZZO

L´area archeologica di Santa Venera si trova vicino Catania, a pochi chilometri da Acicatena. Qui storicamente nacque e fu uccisa Santa Venera. Il sito ha origine su terme di preziosa acqua sulfurea discendenti dall´Etna.

 

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I greci furono i primi a sfruttare il luogo e le sue benefiche acque a scopo terapeutico, giunti i romani rasero al suolo gli edifici precedenti per ricaverne delle terme secondo il loro stile: i ruderi son ancora oggi visitabili. Il Frigidarium insieme al Tepidarium e Calidarium con la volta a botte son  riconoscibilissimi.

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La volta bucherellata per far svaporare l´edificio che veniva riscaldato tramite un ingegnoso metodo :usando dei soppalchi l´aria circolava e cataste di legno venivano bruciate di continuo al fine di intiepidire le pareti ricoperte in coccio. I resti di un tempietto dedicato a Venere, nata dalle acque, son stati rinvenuti adiacenti al luogo.

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Invece, vicino ad essi, in uno splendido mix di sacro e profano, ed al pozzo dove Santa Venera fu decapitata, fu eretta una chiesetta nel 1300.

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SANTA VENERA

 

Nata da nobili cristiani pii e devoti studio´ la Bibbia, si dedico´ per un decennio all´ascesi e poi viaggio´ per predicare il Vangelo in tutto il meridione . A Locri  fu seviziata ma il prefetto Antonio alla fine si converti e la libero´. Anche in altri luoghi fu incarcerata e torturata fino a quando non la decapitarono nel suo paese natio tagliandole la gola e lasciandola dissanguare  nel pozzo: cio´ rese; leggenda vuole, le acque ancor piu´medicamentose e miracolose. Del resto, scientificamente, le sorgenti dell´Etna ramificandosi nel terriccio ferroso del vulcano accumulano minerali ameni per gli individui. Le preghiere rivolte alla Santa con fede liberano dalle angosce. A Salemi vi sono alcune reliquie e a Barcellona Pozzo Di Gotto una grotta-cappella dove predico´.

 

Sicilia-Messina-Grotta e Monastero di San Filippo di Agira

A pochi chilometri da Messina , ben visibili dall´autostrada, nei pressi dello stadio calcistico, ci sono il Monastero Normanno e la grotta-di San Filippo. San Filippo di Agira fu un sacerdote della Tracia, approdato in Sicilia si dedico´ alla preghiera e non solo, avendo doti taumaturgiche, guari´ malati ed effettuo´ esorcismi.

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Venne chiamato “il Siriaco” ( poiche´conosceva questa lingua orientale): Un secondo appellattivo fu “u niuru” ma non perche´ d´incarnato scuro ma perche´, leggenda vuole, a contatto con i fumi infernali nel compiere esorcismi la sua epidermide si scotto´. Nei quadri e´ olivastro e le statue che lo rappresentano nere. Mori´ ad Agira, in tutta la Sicilia centrale e orientale il suo culto ha risonanza: ad Enna e Limina in principal modo; in questa localita´quando si celebra il Santo i fedeli dopo la processione fanno una danza che comprende giri in senso orario e antiorario: i primi per richiamare gli angeli, i secondi per scacciare i demoni.

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Il Monastero costruito intorno alla grotta fu voluto dal Gran Conte Ruggero. L´edificio porto´ prosperita´ economica alla vallata dove sorsero tre villaggi. In seguito l´intera struttura fu restaurata e rimaneggiata piu´ volte infatti i ruderi attuali son neoclassici. La chiesa priva di tetto ha al suolo la botola di accesso alla cripta, sul lato sinistro, dopo la stalla ed il silos, c´e´ la grotta dove il Santo si ritiro´misticamente.

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Lasciato il sito all´incuria e´ difficoltoso poterlo visitare ma molto suggestivo tra la vegetazione secolare e l´atmosfera ascetica.

TURCHIA – AFRODISIA

La zona era abitata gia´nel Neolitico. Dedicata ad Afrodite Dea dell´amore e della bellezza. Un terremoto distrusse alcune opere e costruzioni.

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Le architetture come il teatro, il tetrapylon, l´odeion sono molto ben conservati.

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L´odeion poteva contenere 8000 spettatori, lo stadio vanta 30,000 posti ed e´un gioiello poiche´la sua forma unisce la struttura del teatro greco alla funzionalita´romana per i combattimenti tra gladiatori.

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Afrodisia fu chiamata in precedenza Ninoe, probabile riferimento a NIN appellativo riconducibile ad ASTARTE. Effettivamente i culti di queste “madri” sono simili e si accavallarono spesso nel trascorrere dei secoli.

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I romani, accrebbero il commercio e fondaro le migliori scuole di scultura. Nonostante il cristianesimo il culto di Afrodite continuo´ a sopravivvere per molto tempo. Quando il cristianesimo soppianto´ del tutto il paganesimo e divenne religione di stato tutte le iscrizioni AFRODITE O AFRODISIA vennero cancellate o alterate. Lo stesso tempio della Dea fu in parte distrutto e ricreato come duomo cristiano. Ne resta qualche colonna.

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AFRODITE: Dea della bellezza e dell´amore sessuale, era sposata con EFESTO ma era l´amante di HERMES, ARES, DIONISO E ADONE.

ASTARTE, sua versione fenicia icona della fertilita´e della guerra, fu venerata a Malta, Sicilia, Sardegna. In Sicilia la frazione MISTRETTA deriverebbe dal nome fenicio AM-ASH-TART cioe´dedicata ad ASTARTE. AD Erice vi era il tempio della VENERE ERICINA.  I simboli di Astarte sono il leone, il cavallo, la colomba e la sfinge.

TOSCANA- CAPANNORI- LA QUERCIA DELLE STREGHE (Detta anche di Pinocchio)

In Provincia di Lucca, nei pressi dI SAN MARTINO IN COLLE, in una realta´di fitta vegetazione dove ci si ossigena e dove e´facile inbattersi in runners o ciclisti c´e´ la quercia delle streghe.

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Ha circa 6 secoli, 600 anni : la si nota a distanza non solo per la sua mole ma anche per lo sporgere dei suoi rami orizzontali e nodosi. Una chioma contorta che fa sentire protetti o al contrario inquietati dalle sue fronde tentacolari. E´alta 25 metri, il suo fogliame ombreggia ben 40 metri intorno al tronco di 5 metri. 2 leggende son legate a questo albero secolare.

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La prima tratta di alcuni gruppi di streghe che riunendosi sotto di essa praticavano rituali e durante i sabba si sedevano o arrampiacavano sui suoi rami. Cio´ha comportato la crescita stranamente non verticale del fusto sviluppandosi negli anni completamente in circolo, ad ombrello. Innamorati si son scambiati promesse d´amore, alcuni si son impiccati altri si dice che abbracciando la corteccia muschiata siano guariti da malattie mentali.

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Vicino c´e´ il paese di Collodi dove lo scrittore scrisse Pinocchio. Si pensa che egli abbia descritto la scena della quercia dove il burattino seppelli´ le monete d´oro proprio riferendosi all´albero di Capannori. Da allora alcuni, in silenzio e scaramanticamente, scavano una piccola buca e interrano una moneta nella speranza di arricchirsi chiedendo al grande arbusto di intercedere a loro favore con la fortuna. La quercia fu tutelata dagli abitanti delle vicine contrade quando l´esercito tedesco era intenzionato a farne legna da ardere. L´albero, in piu´, compare come punto trigonometrico nelle mappe della NATO.

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Sardegna- Nuoro- Il Cristo Rendentore

Sardegna, terra di magie e sortilegi ma anche di religione e vocazione. Nuoro, la citta´di Grazia Deledda, la citta´affacciata sul Monte Ortobene. Uno dei piu´rappresentativi per il popolo sardo perche´e´spigoloso e verde al contempo.

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A 955 metri la benedizione del Cristo e´sbandierata, la stesa croce par un baluardo e non uno strumento di tortura. La sua posa connette cielo e terra. Ha l´aspetto di un Dio pagano. Nel 1901 la statua di questo Cristo, bello come un Apollo trionfante, fu issata in onore del giubileo per volonta´di Papa Leone III. Il pontefice ne fece ergere una ventina sparsi in tutta Italia, da nord a sud. Si occupo´della scultura il calabrese Vincenzo Ierace, e si narra che la moglie fu cosi´colpita dal risultato finale dell´opera che mori´tra estasi e crepacuore.  Effettivamente la statua in questione e´mastodontica. La si immagina in un Tempio Greco con la sua gestualita´imperante, il turbinio della veste e i suoi 7 metri e 2 tonnellate di bronzo. Una lapide per ricordare la signora Ierace e´posta sotto il piedistallo.

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Tutti i turisti non possono far a meno di sfiorare il tallone e  l´alluce, farsi il segno della croce, per augurarsi il bene e scansare il male. Per enunciare il proprio credo e preghiera. Girato l´angolo formato dal piede si vede pero´un viso appolaiato tra polpaccio e caviglia. Un viso inquietante che potrebbe essere di un putto come di un demonietto: equivoco. Lo scultore disse che rappresenta l´umanita´, bambina, con i suoi pregi e difetti. E cosi e´in quei tratti ambigui fanciullesci e luciferini.

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Alla fine di Agosto, ogni anno, due giorni di festa vengono dedicati alla statua, una rigorosamente folkloristica, la seconda squisitamente religiosa. Attirano i turisti e cittadini da tutta l´isola. La prima per gli abiti tradizionali e i canti. La seconda per la camminata al sorgere del sole. All´alba che rischiara la valle con la caratteristica Nuoro poco distante a godersi la protezione di Gesu´.