~*~Umbria-Orvieto e il Pozzo di San Patrizio~*~

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In un isolotto Irlandese esiste la grotta del Santo.
Questa caverna sarebbe stata indicata da Gesu´a Patrizio affinche´, facendola visitare alla popolazione ricordasse quanto cupa e´la vita peccaminosa che conduce agli inferi con la condanna eterna.
Si narra anche della magia dei pozzi sacri, di riti dell´antica religione svolti con fuoco e acqua: con torce ci si inoltrava fino al bacino, che irradiato dai raggi lunari rappresentava la Dea: immergendosi in esso ci si purificava. Un accenno all´argomento l´ho fatto nell´articolo riguardo i pozzi sacri sardi, ad oggi tra i meglio conservati.

L´atmosfera suggestiva e stregata la si rivive tutt´ora percorrendo la mirabile struttura ingegneristica del Pozzo di San Patrizio ad Orvieto. E´ profondo 54 metri, 2 rampe elicoidali si incastrano per permettere di scendere e risalire senza intoppi e fu progettato con finestrone laterali che permettono la diffusione della luce e l´areazione. Inizialmente fu voluto da Papa Clemente VII che volendosi rifugiare ad Orvieto per sfuggire agli assedi del sacco di Roma si organizzo´ per far in modo che alla citta´non mancassero mai viveri e acqua. L´essenziale per la sopravvivenza. Egli comunque non vide mai l´opera completata dal suo architetto di fiducia: Antonio da Sangallo.

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Durante la costruzione furono ritrovati moltissimi reperti archeologici risalenti al periodo Etrusco. Statuine, vettovaglie di cui qualita´e quantita´ fanno pensare che costoro svolgessero cerimonie propiziatorie in loco. Effettivamente questo si affaccia su uno strapiombo che fa abbracciare con lo sguardo un panorama di notevole bellezza.
Viaggiatori e turisti fanno la fila per saggiare la struttura, percorrerne i 248 gradini per arrivare alla base. Qui attraversando il ponticello in legno, non si puo´ fare a meno di gettare lo sguardo prima verso l´alto (e lasciarsi catturare da una sorta di vertigine capovolta) e dopo gettare una monetina nell´acqua (confidandole desideri e speranze).

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~*~Sardegna: i pozzi sacri e il culto delle acque~*~

Il culto delle acque era molto vivo tra le popolazioni antiche. Dei 4 elementi l´acqua e´ probabilmente quello piu´evocativo ricordando il liquido amniotico, il mare che da´ nutrimento tramite pesci e molluschi, la pioggia che rende fertili i campi. Proprio per questi motivi, e numerosi altri, le dee collegate all´amore e alla vita sono spesso creature che hanno origine dalle onde e dall´oceano. Ricordiamo Afrodite ad esempio.

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In Sardegna i nuragici collegavano poi l´acqua e i punti dove questa era presente a luoghi di particolare amenita´, dove la presenza delle divinita´ era costante e andavano svolti riti per ringraziarli. Il Pozzo di Santa Cristina e´ anche calendario che segnala il solstizio d´estate, in piu´ in date precise la luna piena si riflette nelle acque all´interno del pozzo. Quest´acqua fu usata per guarire malati e far richieste alle divinita´. L´acqua come conduttore di energia benefica che puo´ intercedere con il divino. Ricordiamo in contesto cattolico l´acqua che monda dal peccato originale o in oriente l´immersione nel fiume Gange considerato sacro.

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La struttura dei pozzi sardi, alcuni infrattati e difficilmente raggiungibili, hanno diversa forma. I piu´ presentano una scalinata che scende verso l´acqua e sopra un tetto forato o piccolo tempio.Talvolta sui tettucci venivano collocate offerte, infilzate spade e simili. L´idea della penetrazione e fecondita´veniva cosi ancestralmente rappresentata.

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Segnalo il pozzo di “Santa Cristina”, quello “Su Tempiesu” di Orune e quello collettivo “Romanzesu”.Questi tre son differenti tra loro nella costruzione ma anche per altri fattori. L´ultimo ad esempio, all´interno di un complesso nuragico e´ un pozzo con area sacra circolare che poteva ospitare e contenere molti personaggi. La capanna dello stregone per di piu´ era poco distante e vi si accedeva dopo un percorso labirintico tondo. L´area e´ oggi colma di sughere che rendono il posto ancora piu´ affascinante.

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Sicilia-Milazzo- La piscina di Venere, il fantasma del castello, la chiesa di Sant Antonio nella grotta

Milazzo diviene ormai tropppo spesso sinonimo d´ inquinamento. L´aria infatti e´ contaminata dalle raffinerie; un peccato non solo per gli abitanti che sono a rischio di malattie ma anche per l´ambiente, luogo in realta´ ameno e ricco di storia. Chi visita Milazzo avra´ modo di ammirare il centro storico e il famoso maniero Poi potrebbe concludere la visita a Capo Milazzo, quartiere che offre un vasto panorama sulle isole Eolie. Da questo punto un percorso a gradoni, oltrepassato un campo di ulivi, conduce a mare, alla piscina di Venere.

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Il laghetto di Venere in realta´ e´ una scogliera naturale che con l´alta marea viene inondata e riempita, e´ deliziosa per la flora e la fauna che la popolano.

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Sempre al Capo una chiesina dall´ingresso non appariscente e´ dedicata a Sant´Antonio Da Padova, e´ scavata in una grotticella e si narra che qui costui si rifugio´ dopo un temporale che gli impedi di proseguire il viaggio nel 1221.

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Certo quello che colpisce maggiormente e´ il castello sulla rocca, ben conservato e imperante.

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Massiccio ed esteso fu teatro di una vicenda tetra: Si narra che una ragazza destinata a prendere i voti si innamorò di un soldato. Scoperta insieme al ragazzo venne costretta a rinchiudersi nel convento in clausura. Ma la ragazza riuscì a incontrarsi con l´amato. Venne scoperta e la punizione fu definitiva e brutale: venne murata viva all’interno del Monastero. Ancora oggi si dice che il suo spirito vaghi. Effettivamente fu ritrovato un cadavere nel 1928 da alcuni detenuti, allora il Castello fungeva da carcere. Si trattava del corpo di un soldato irlandese che aveva disertato nei primi dell’Ottocento dalla guarnigione inglese che occupava il Castello. Andrei Leonard

Sicilia- AciCatena- SANTA VENERA AL POZZO

L´area archeologica di Santa Venera si trova vicino Catania, a pochi chilometri da Acicatena. Qui storicamente nacque e fu uccisa Santa Venera. Il sito ha origine su terme di preziosa acqua sulfurea discendenti dall´Etna.

 

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I greci furono i primi a sfruttare il luogo e le sue benefiche acque a scopo terapeutico, giunti i romani rasero al suolo gli edifici precedenti per ricaverne delle terme secondo il loro stile: i ruderi son ancora oggi visitabili. Il Frigidarium insieme al Tepidarium e Calidarium con la volta a botte son  riconoscibilissimi.

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La volta bucherellata per far svaporare l´edificio che veniva riscaldato tramite un ingegnoso metodo :usando dei soppalchi l´aria circolava e cataste di legno venivano bruciate di continuo al fine di intiepidire le pareti ricoperte in coccio. I resti di un tempietto dedicato a Venere, nata dalle acque, son stati rinvenuti adiacenti al luogo.

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Invece, vicino ad essi, in uno splendido mix di sacro e profano, ed al pozzo dove Santa Venera fu decapitata, fu eretta una chiesetta nel 1300.

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SANTA VENERA

 

Nata da nobili cristiani pii e devoti studio´ la Bibbia, si dedico´ per un decennio all´ascesi e poi viaggio´ per predicare il Vangelo in tutto il meridione . A Locri  fu seviziata ma il prefetto Antonio alla fine si converti e la libero´. Anche in altri luoghi fu incarcerata e torturata fino a quando non la decapitarono nel suo paese natio tagliandole la gola e lasciandola dissanguare  nel pozzo: cio´ rese; leggenda vuole, le acque ancor piu´medicamentose e miracolose. Del resto, scientificamente, le sorgenti dell´Etna ramificandosi nel terriccio ferroso del vulcano accumulano minerali ameni per gli individui. Le preghiere rivolte alla Santa con fede liberano dalle angosce. A Salemi vi sono alcune reliquie e a Barcellona Pozzo Di Gotto una grotta-cappella dove predico´.

 

Sicilia- Gole Alcantara, il convento di Francavilla, il suo herbarium e La Madonna che allatta (Virgo Lactans)

Provincia di Catania. Il parco fluviale dell´Alcantara sfroggia il suo strepitoso canyon in basalto formato in millenni di eruzioni e stratificazioni.

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Il minerale ha forme geometriche sorprendentemente precise che lo scrosciare delle acque rendono lucido e di un grigio lustro che meraviglia.

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La neve ed i ghiacci dell´Etna sciogliendosi si tramutano in  fredde cascatelle.

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Il vulcano, mastodontico e ciclopico domina con la sua grandezza il paesaggio. Nell´area son stati trovati dolmen allineati con costellazioni, resti archeologici legati al culto di Demetra ed incisioni zoomorfe di serpenti legati senza dubbio a quello di Afrodite.Tutto qui e´ascetismo puro. Si contempla, si ha la sensazione forte che gli elementi stiano ostentando la loro potenza.  Il vulcano, la sorgente , le colline coltivate di agrumi odorosi: l´insieme da alla testa, inebria, ubriaca.

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 Non stupisce che nel 1719 spagnoli e austriaci abbiano combattuto per conquistare il luogo. Non stupisce che nel cimitero presso il convento nobili casati abbiano le loro cappelle di famiglia e lapidi scolpite di struggente bellezza. Tombe su tombe con numerosi  simboli: angeli spadati, corvi e teschi, l´occhio della provvidenza filomassonico.

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Il convento dei cappuccini fondato nel 1570 ha un herbarium di piante officinali e una bella sagrestia in legno intarsiato.

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Ma e´dentro la chiesa che troviamo due opere interessanti:

1-              Quadro della Madonna che allatta

2-            Statua con la Vergine che calpesta il serpente dagli occhi umani.

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Il primo, in realta´posizionato ad angolo e non in bella vista, e´uno splendido GALACTOTOFUSA  ovvero di Madonna presentata a seno scoperto che allatta o sta per allattare il Cristo. Talvolta son rappresentate anche gocce di latte poiche´Maria e´madre di Gesu´e patrona di tutte le puerpere. L’iconografia è originaria dell´antico egitto, epoca in cui erano diffusissime le immagini della dea ISIDE che nutre il figlio HORUS, questo durerà fino ad influenzare il Cristianesimo. Addirittura molte statue di Iside furono ribattezzate o venerate come Madonne originali. Il Concilio di Trento vieto´questo genere di opere nude additandole come sconvenienti.

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La seconda e´una statua, solo se ci si avvicina si nota il corpo del rettile che si contorce sotto il piede della Madonna. L´animale possiede occhi non da rettile ma pupille umane. Fa impressione, ma il senso e´chiaro: Il male si traveste, diventa umano per tentare meglio.

Toscana – Borgo a Mozzano- Il Ponte della Maddalena (o del diavolo) leggende e rituali/ La chiesa di San Cassiano di Controne

La Garfagnana e´terra di boschi rigogliosi e torrenti, talvolta cosi carichi che straripano pericolosamente e inondano i paesi. Le piene dei fiumi hanno reso percio´ ingegneri e architetti toscani abili costruttori di ponti e ponteggi. Un paio di questi sono dei capolavori, opere d´arte.

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Il Ponte Medievale di Borgo a Mozzano con i suoi archi, di cui uno aggiunto successivamente, affascina in particolar modo. Le sue gobbe, che sembrano voler scalzare, far balzare via il passante sono state attraversate da mercanti, pellegrini, globe-trotter nel corso dei secoli. La leggenda narra che uno dei costruttori incontro´ il diavolo che gli disse che si sarebbe preso l´anima del primo dei passanti, in cambio non avrebbe ostacolato i lavori. Il muratore furbamente fece passare un animale prendendosi gioco del diavolo che dovette accontentarsi dello spirito della bestia.

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Il 31 ottobre di ogni anno il borgo festeggia la notte di halloween con particolare sentire, fiere e musica in ogni slargo o piazzetta decorata per l´evento annuale. Lo stesso ponte ebbe un ruolo fondamentale tra gli occultisti. E´luogo considerato centrifugo di energie dove magie e sortilegi venivano effettuati. Cio´ fa sorridere se si pensa che il Ponte si chiama in realta´ Ponte della Maddalena per via di un Oratorio omonimo che costeggiava il fiume Serchio e affacciava sulla struttura.

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Fu edificato per volonta´ di una nobildonna nel 1100 e per secoli fu vietato far trasportare merci e carretti pesanti su questo per tutelarne la bellezza. Cio´ che si puo´ notare a distanza e´come pur avendo archi sproporzionati risulta comunque armonico. Pare allucinazione anche camminarci sopra e percorrere i dossi, le convessita´e le concavita´che ci portano dal lato destro al sinistro del  fiume. In cima, forse per antico culto pagano, si affidavano incantesimi e malefici agli spiriti-guardiani delle acque sottostanti, si praticava divinazione osservando i mulinelli e i mini-vortici dall´alto. Cortecce incise, petali di fiori, gemme venivano consegnati come dono alle correnti per sviluppare le stregonerie richieste.

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Poco distante, sotto il monte PRATOFIORITO, vi e´ la chiesa di  San Cassiano di Controne, che pare sia stata costruita sui resti di un tempietto dedicato a Diana, dea della caccia e della selvaggina.  

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Si vedono vari simboli, tra cui spirali che riprendono il moto ondoso e le rapide del fiume, personaggi con le braccia alzate verso su ma a gettar fiori in alto come a voler unire cielo e terra, molti animali dalle grandi fauci.

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TURCHIA- ISTANBUL- LA CISTERNA BASILICA DI YEREBATAN E IL MITO DI MEDUSA.

Non mi soffermo su Istanbul e le sue meraviglie perche´e´una citta´ talmente ricca di storia e fascino che mozza il fiato. In antichita´spesso si trovo´in difficolta´idriche, seppur costruita vicino ai canali questi erano strategicamente assediati dai nemici durante le guerre. Cosi´la costruzione di cisterne interne alle mura si fece necessaria. Alcune sono coperte altre aperte, tutte architettonicamente mirabili. Molte furono edificate sotto i palazzi nobiliari, vennero intonacate con malta speciale e fortificate per sopportare la pressione idrica secondo i modelli romani.

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La piu´grande cisterna coperta visitabile si trova nei pressi di Santa Sofia. La cisterna Yerebatan, fatta costruire da Giustiniano intorno al 532. Vi si accede da una casa-biglietteria che non lascia presagire la struttura sottostante che e´un capolavoro non solo edilizio ma anche estetico. 

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Luci rossastre sfumano i contorni di 336 colonne, di cui molte decorate, divise in una dozzina di fila. Della basilica ha l´atmosfera e qualcosa di mistico aleggia se ci si sofferma sull´elemento acqua. Un tempo, colma, forniva 80.000 metri cubi di questa che vennero, in epoca bizantina, sfruttati dal Palazzo Topkapi. Oggi si cammina su una passarella in legno e si possono scorgere pesci e pesciolini guizzare tra le colonne nei metri d´acqua ancora presenti.

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Un acquario che ha anche un tocco di mistero ed esoterismo. Durante i primi restauri la impreziosirono con elementi simbolici. Un paio di colonne, di fatto, son particolarmente illuminate nonostante la penombra della struttura.

1-              La colonna detta “delle lacrime”, questa ha  goccie scolpite lungo tutta la sua altezza. Una delle lacrime presenta un foro e chi vi introduce il dito, si dice, sara´ libero dalle lacrime di tristezza e non da quelle di gioia.

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2-            Le colonne di MEDUSA: Son 2 colonne che poggiano su enormi teste scolpite della gorgone. Son posizionate non frontali ma una rovesciata e una di profilo a voler esorcizzare il suo “dono” di poter pietrificare chi la fissa negli occhi.

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MEDUSA era una delle tre gorgoni. Tre sorelle mostruose che rappresentavano le tre perversioni: Sessuale, morale e intellettuale. Persefone volle Medusa, l´unica mortale delle 3, come guardiana degli inferi. Perseo la decapito´e la sua testa venne poi inserita nello scudo di Atena. Una delle versioni differisce, spiegando che le gorgoni non erano mostri con artigli e ali ma in origine donne di straordinaria bellezza che suscitarono l´ira di Atena. Diodoro Siculo narro´invece che le gorgoni furono un popolo composto da donne-guerriere.

TURCHIA- HIERAPOLIS antro dell´ADE, le sorgenti curative di PAMUKKALE e l´altare DODEKATHEON

Hierapolis e´ un paradiso non solo per i turisti che amano bagnarsi nelle acque delle vasche in travertino di Pamukkale ma anche per archeologi e geologi che continuano incessantemente a far scoperte su scoperte.

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Un paradiso si, ma dove c´e´ la bocca degli inferi.

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Infatti in questo luogo sorto su acque medicamentose, dove San Filippo fu martirizzato crocifisso a testa in giu´e dove risulta esserci la sua tomba, un paio di anni fa furono trovate due statue che segnalavano l´ingresso dell´ ade.

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Una rappresenta un serpente attorcigliato l´altro un cane, Cerbero, scolpito come un Kangal, razza nota per la sua forza.

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Il Ploutonion ha come accesso un´ insenatura poco lontana dalle terme curative, gas nocivi fuoriscivano e fuoriscono causando la morte di animali, e dove in tempi remoti venivano sacrificati grossi Tori come offerta agli Dei. Il diossido di carbone avvelena rapidamente.

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Apollo, a cui e´dedicato il tempio e di cui studiosi italiani hanno trovato resti di una statua di oltre 4 metri, era la divinita´ protettrice dell´urbe. Dietro il teatro un mastodontico altare pero´era stato edificato per omaggiare gli olimpi ( le 12 divinita´base del pantheon) e l´imperatore Adriano con una scultura che lo raffigurava. Cibele, dea della fertilita´, era tra quelle maggiormente venerate ed i pellegrini giunti qui per i bagni terapeutici potevano osservare i riti dalle piscine o dai gradoni dell´Agora´. Si dice che solo gli eunichi potessero, durante queste celebrazioni, entrare e sostare nell´antro colmo di gas tossico poiche´la loro menomazione li rendeva piu´ resistenti. Costoro erano i soli, insieme ai sacerdoti, che  conoscevano la caverna poiche´ spesso  ripulivano la scena dalle carcasse.

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Oggi Hierapolis e´ meta di chi vuol far un tuffo tra colonne e ruderi in piscine deliziosamente circondate da oleandri , oppure nelle naturali vasche bianche immergendosi pure in arcaica atmosfera.

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Nota bene: La foto del quadro “Il martirio di San Filippo” e´ tratta da wikipedia. Le foto del cane-cerbero e della spirale-serpente da siti di archeologia con argomento Hierapolis.

SVIZZERA- La Valle del Lauterbrunnen: LE CASCATE STAUBBACH e le ONDINE

La Svizzera e´ ricchissima di cascate e laghi. L´acqua sgorga rapida dalle vette alla valli in un´atmosfera paradisiaca e creando suoni rilassanti e distensivi. La Svizzera fu meta di viaggio di molti intellettuali che nelle sue citta´ poterono concentrarsi ed esprimere il loro genio. EINSTEIN visse a Berna e GOETHE fu rapito dalla bellezza dei paesaggi montani, che a detta sua e non solo, hanno del mistico.

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Si recava di continuo nella Valle Lauterbrunnen ad osservare e ammirare le sue 72 cascate.

“TU ANIMA DELL´UOMO COME SOMIGLI ALL´ACQUA! TU DESTINO DELL´UOMO COME SOMIGLI AL VENTO!”

Il suo celebre “canto degli spiriti sopra le acque” fu scritto dopo un pomeriggio trascorso nei pressi della cascata STAUBBACH. Narrano che egli, durante una cena, affermo´ che al tramonto con il vento caldo estivo l´acqua disperdendosi e nebulizzandosi rendeva visibili corpi e visi fantomatici tra le sottilissime goccioline.

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Si riferiva alle leggende sugli spiriti guardiani delle acque, ONDINE e NINFE. Queste ultime talvolta descritte sessualmente sfrenate in compagnia dei satiri (da qui il termine ninfomane). Seppur il canto citato si sofferma su come l´uomo (putacaso composto da piu´del 60% d´acqua) avesse l´anima simile a questo elemento mutevole e mutaforma; GOETHE affascinato dai racconti popolari non rimase indifferente a quelli riguardo i fantastici abitanti delle acque.

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Questi esseri, protettori dell´elemento acqua, hanno colore verde-azzurro, (con coda di pesce quando si tratta di abissi oceanici, SIRENE, che soccorerebbero o ingannerebbero i marinai a secondo del contesto), si dedicano al canto e alla danza immerse nei laghi e vicino alla cascate favorendo e indirizzando l´energia benefica dell´acqua.

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Queste creature sono molto legate alla LUNA, come tutto cio´che e´ liquido, ed alle sue fasi. Aiuterebbero l´uomo se questo e´ in difficolta´ nel guadare un fiume o se assetato. Sarebbero coloro che aiutano i RABDOMANTI a rintracciare con il loro bastone le vibrazioni per trovare un pozzo.

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L´acqua, in quanto uno dei 4 elementi base, e´stato simbolo di purificazione da sempre, si pensi al DILUVIO UNIVERSALE o al rituale del BATTESIMO. Fu, in filosofia analizzato: PANTA REI sarebbe lo scorrere incessante e mai uguale degli accadimenti dell´esistenza e dell´animo. Fu da medici e dottori sfruttato per apportar beneficio tramite l´IDROTERAPIA, cura che rievocando l´idea di protezione del liquido amniotico gioverebbe ai pazienti traumatizzati o semplicementi stressati.

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P.S Foto “Sirene” e “Ondina” estratte da Wikipedia.

Calabria – BIVONGI, la cascata del MARMARICO e i monaci del MONTE ATHOS

La Calabria e la Sicilia sono dette zone gracaniche per i loro siti e riti ereditati dagli elleni. La Calabria, con i suoi golfi accoglienti e le montagne a tratti fertili a tratti rocciose si presta come rifugio per i perseguitati, siano questi banditi o eremiti in cerca di un luogo adatto a coltivare il proprio credo. BIVONGI ha una posizione invidiabile, ubicato su un colle con splendida cascata che abbevera la terra circostante.

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La CASCATA DEL MARMARICO e´ alta 114 metri ed e´raggiungibile tramite il percorso trekking segnalato. Si rimane estasiati nel raggiungerla perche´ l´acqua scivolando sulle rocce scure da l´impressione di una lastra di marmo eburnea.

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Capiamo bene, quindi, che questo luogo risultava invitante.

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Gli abitanti del nucleo sfruttarono la zona, ricca di giacimenti, sia scavando miniere sia costruendo mulini. Il nome stesso, Bivongi, deriva dal greco e potrebbe significare “paese produttore di bachi da seta” o “paese del ferro”. A conferma della produzione dei bachi vi e´ testimonianza cartacea nei monasteri della zona.

Il MONASTERO GRECO-ORTODOSSO SAN GIOVANNI IN THERISTIS

fu edificato nel XI sec; fino ad allora, in Calabria il cristianesimo di rito bizantino affinacava quello di rito latino. San Giovanni Theristis visse qui e alla sua morte cominciarono pellegrinaggi di devoti e cercatori di guarigione tramite la Fonte Sacra (AGHIASMA in rito Bizantino). Cosi fu edificato il Monastero che in seguito dovette affrontare la decadenza per via di briganti. E´un mix di architettura normanna e bizantina. Costruita in un periodo di passaggio ha elementi di ambe due le correnti. Ha cupola orientale ma su dimensioni di Duomo occidentale.

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Interessante fu il decennio dal 1990 al 2000 quando monaci originari del MONTE ATHOS si trasferirono nella struttura.

Il MONTE ATHOS e´una repubblica monastica, una penisola greca con una ventina di eremi attivi. La citta´ principale e´sorta dove in passato vi era uno dei piu´ grandi templi dedicati ad ARTEMIDE, la qual cosa fa sorridere visto che l´ingresso alla penisola e´vietato alle donne ed alle femmine di animali.

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Questa scela ha giustificazione in una vicenda accaduta quando i valacchi profittavano della terra fertile dell’Athos per farvi pascere il loro bestiame, e s’insediarono sulla Santa Montagna portando con sé le loro mogli, travestite da uomini. La presenza delle donne creo´debolezze presso i monaci. I valacchi furono allontanati, e per evitare il ripetersi di questa situazione, si pensò di interdire l’accesso di animali femmine. (Cfr. Costa de Loverdo, J’ai été moine au Mont Athos, La Colombe, Paris 1956). In realta´il Monte e´nel suo insieme dedicato alla figura della Madonna, i monaci pregano PANAGHIA o TUTTASANTA la vera custode di ognicosa, in piu´mirano al mistico ricongiungimento con il divino attraverso l´ISSICHIA ovvero pace interiore e silenzio.