Calabria – BIVONGI, la cascata del MARMARICO e i monaci del MONTE ATHOS

La Calabria e la Sicilia sono dette zone gracaniche per i loro siti e riti ereditati dagli elleni. La Calabria, con i suoi golfi accoglienti e le montagne a tratti fertili a tratti rocciose si presta come rifugio per i perseguitati, siano questi banditi o eremiti in cerca di un luogo adatto a coltivare il proprio credo. BIVONGI ha una posizione invidiabile, ubicato su un colle con splendida cascata che abbevera la terra circostante.

 bivongi

La CASCATA DEL MARMARICO e´ alta 114 metri ed e´raggiungibile tramite il percorso trekking segnalato. Si rimane estasiati nel raggiungerla perche´ l´acqua scivolando sulle rocce scure da l´impressione di una lastra di marmo eburnea.

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Capiamo bene, quindi, che questo luogo risultava invitante.

cascata

Gli abitanti del nucleo sfruttarono la zona, ricca di giacimenti, sia scavando miniere sia costruendo mulini. Il nome stesso, Bivongi, deriva dal greco e potrebbe significare “paese produttore di bachi da seta” o “paese del ferro”. A conferma della produzione dei bachi vi e´ testimonianza cartacea nei monasteri della zona.

Il MONASTERO GRECO-ORTODOSSO SAN GIOVANNI IN THERISTIS

fu edificato nel XI sec; fino ad allora, in Calabria il cristianesimo di rito bizantino affinacava quello di rito latino. San Giovanni Theristis visse qui e alla sua morte cominciarono pellegrinaggi di devoti e cercatori di guarigione tramite la Fonte Sacra (AGHIASMA in rito Bizantino). Cosi fu edificato il Monastero che in seguito dovette affrontare la decadenza per via di briganti. E´un mix di architettura normanna e bizantina. Costruita in un periodo di passaggio ha elementi di ambe due le correnti. Ha cupola orientale ma su dimensioni di Duomo occidentale.

 cupola

Interessante fu il decennio dal 1990 al 2000 quando monaci originari del MONTE ATHOS si trasferirono nella struttura.

Il MONTE ATHOS e´una repubblica monastica, una penisola greca con una ventina di eremi attivi. La citta´ principale e´sorta dove in passato vi era uno dei piu´ grandi templi dedicati ad ARTEMIDE, la qual cosa fa sorridere visto che l´ingresso alla penisola e´vietato alle donne ed alle femmine di animali.

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Questa scela ha giustificazione in una vicenda accaduta quando i valacchi profittavano della terra fertile dell’Athos per farvi pascere il loro bestiame, e s’insediarono sulla Santa Montagna portando con sé le loro mogli, travestite da uomini. La presenza delle donne creo´debolezze presso i monaci. I valacchi furono allontanati, e per evitare il ripetersi di questa situazione, si pensò di interdire l’accesso di animali femmine. (Cfr. Costa de Loverdo, J’ai été moine au Mont Athos, La Colombe, Paris 1956). In realta´il Monte e´nel suo insieme dedicato alla figura della Madonna, i monaci pregano PANAGHIA o TUTTASANTA la vera custode di ognicosa, in piu´mirano al mistico ricongiungimento con il divino attraverso l´ISSICHIA ovvero pace interiore e silenzio.

 

Calabria – BIVONGI, la cascata del MARMARICO e i monaci del MONTE ATHOSultima modifica: 2014-09-12T14:18:58+00:00da bittersweet77
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